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nella mia vita ho già visto le giacche, i coleotteri, un inferno stravolto da un Doré, il colera, il mare, i marmi: e una piazza di Oslo, e il Grand Hotel des Palmes, le buste, i busti:

ho già visto il settemezzo, gli anagrammi, gli ettogrammi, i panettoni, i corsari, i casini, i monumenti a Mazzini, i pulcini, i bambini, Ridolini

ho già visto i fucilati del 3 maggio (ma riprodotti appena in bianco e nero), i torturati di giugno, i massacrati di settembre, gli impiccati di marzo, di dicembre: e il sesso di mia madre e di mio padre: e il vuoto, e il vero, e il verme inerme, e le terme

ho già visto il neutrino, il neutrone, con il fotone, con l’elettrone (in rappresentazione grafica, schematica): con il pentamerone, con l’esamerone: e il sole e il sale e il cancro, e Patty Bravo: e Venere, e la cenere: con il mascarpone (o mascherpone), con il mascherone, con il mozzocannone: e il mascarpio (lat, a* manuscarpere

ma adesso che ti ho visto vita mia, spegnimi gli occhi con due dita, e basta:

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- Cataletto 13, Sanguineti

"queste parole mie, sopra la tomba mia, con la saliva, intingendovi un dito nella bocca: (come io lo intingo, adesso, tra gli eccessivi ascessi delle algide mie gengive): me la sono goduta, io, la mia vita:"

- Edoardo Sanguineti (via ihatemath)

(via ihatemath-deactivated20111218)

"tornano in alto ad ardere le favole.
cadranno colle foglie al primo vento.
ma venga un altro soffio.
ritornerà scintillamento nuovo."

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stelle, giuseppe ungaretti

(via SamanthaStella)